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I GIOIELLI Conoscendo il mio cuore, la mia adorata era lą, nuda, con indosso soltanto i gioielli suoi sonori, con quel ricco fasto che le dava aria di trionfo delle schiave dei Mori nei giorni felici. Che estasi travolgente quel mondo splendente di metalli e diamanti nella fremente danza di suoni vivi e beffardi! Come amo da pazzi cose in cui suoni e luci si confondono! Era distesa lą e si lasciava amare, sorridendo di piacere dall'alto del divano al mio amore profondo e dolce come il mare che verso lei saliva come contro una scogliera. Con gli occhi fissi su di me, come una domata tigre, assumeva pose varie con aria vaga e sognante, e il suo candore unito alla lascivia dava nuovo fascino alle sue metamorfosi: braccia e gambe, cosce e reni, lisce come olio, ondulanti come cigni, mi passavano davanti agli occhi sereni e veggenti; il ventre e quei grappoli di vigna dei suoi seni come si protendevano, pił leziosi di Angeli del male, a turbare il quieto riposo della mia anima e smuoverla dalla roccia di cristallo dove s'era rifugiata calma e solitaria! Come risaltava l'ampio bacino sotto quella vita! Mi sembravano unite in un disegno nuovo le anche dell'Antilope e il busto d'un imberbe! Che superbo il belletto su quella fulva e bruna tinta! - La lampada era gią rassegnata alla sua morte e solo il focolare dava luce nella stanza: ogni suo sospiro che spruzzava fiammeggiante inondava di sangue quella pelle d'ambra! Charles Baudelaire |